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Papaveri

 

 

Perché i papaveri? Solo leggendo  “La Metamorfosi dei Papaveri” lo si può scoprire.

Un romanzo, un thriller, un pugno nello stomaco. Sullo sfondo del secolare conflitto israelo-palestinese tanti sono gli spunti di riflessione che l’autore ci lascia.
Ma è ormai impossibile una pacifica convivenza di due stati, uno Palestinese e uno Israeliano?
Esistono popoli di serie A e popoli di serie B?
Esiste solo violenza e morte a dirimere i conflitti internazionali?
Sembrano domande retoriche? Allora vuol dire che siamo diventati aridi e superficiali. Incapaci di indignarci per le ingiustizie, di provare empatia o almeno razionalizzare il più oggettivamente possibile una realtà crudele.
Un altro tema, però, si snoda più silenziosamente tra le pagine del racconto.
Fino a che punto possiamo considerare l’epigenetica e la manipolazione del DNA moralmente accettabili nel momento in cui “promettono” di modificare “a fin di bene” il carattere, la sensibilità e il comportamento dell’individuo?
C’è un limite? Dov’è questo limite?
E giù un altro bel pugno nello stomaco!
Avanti lettori coraggiosi… attendiamo fiduciosi e curiosi le vostre osservazioni, le vostre critiche e le vostre reazioni.
Però, per cortesia, nessuna presa di posizione di parte, aprioristica e demagogica.
Non esiste solo il bianco o il nero. Il mondo è fatto da una infinita scala di grigi. Sta nell’intelligenza e nella sensibilità del singolo riuscire a percepirne più sfumature possibili.

Buona lettura

 

 

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